Manutenzione autunnale del laghetto in Settembre e Ottobre

 

Con l’arrivo dell’autunno, è fondamentale eseguire una serie di operazioni per preparare il laghetto al lungo riposo invernale.

È indispensabile rimuovere le foglie degli alberi che cadono nel laghetto. Un accumulo eccessivo di foglie potrebbe dare origine a sacche di fermentazione, con la produzione di gas maleodoranti e altamente tossici per la sopravvivenza dei pesci. Inoltre, la decomposizione di questa materia organica genererebbe un’abbondante quantità di sali minerali, favorendo una crescita esplosiva di alghe nella primavera successiva. Un accorgimento semplice ma efficace è quello di posizionare una rete sul laghetto. Sebbene non sia esteticamente piacevole, questa soluzione è l’unica praticabile se non si desidera rimuovere manualmente le foglie ogni giorno, fino a quando gli alberi non saranno completamente spogliati.

 

NINFEE RUSTICHE

Tutte le foglie ingiallite delle ninfee devono essere rimosse, tagliando il gambo circa 10 cm sotto il livello dell’acqua. La divisione della pianta, invece, non dovrebbe mai essere effettuata prima del periodo di riposo, ma solo quando la pianta inizia a risvegliarsi vegetativamente, generalmente a marzo o aprile, a seconda della latitudine.

 

NINFEE TROPICALI

Le ninfee tropicali vanno estratte dai loro vasi, sciacquate accuratamente per rimuovere tutta la terra, e successivamente devono essere estratti i bulbi e i bulbilli. Questi ultimi vanno conservati in sabbia umida, in locali con una temperatura di circa 10°C. A fine aprile, i bulbi possono essere risvegliati dal letargo e reintrodotti nel laghetto, all’interno di un vaso, posizionandoli a soli cinque centimetri sotto il pelo dell’acqua.

 

PIANTE PALUSTRI E PER TERRENI UMIDI

Le foglie ingiallite delle piante palustri che vivono sulle rive devono essere tagliate a circa dieci centimetri sopra il livello dell’acqua. Tuttavia, i gambi e i ciuffi delle piante erbacee come Scirpus, Typha, Miscanthus, Phalaris, e Juncus possono essere lasciati, poiché, anche se secchi, restano decorativi durante l’inverno. La brina e la neve li trasformano in figure bizzarre, aggiungendo fascino al paesaggio invernale. Inoltre, i gambi che attraversano il ghiaccio, che si forma durante gli inverni particolarmente rigidi, contribuiscono allo scambio dei gas, poiché è proprio in questi punti che il ghiaccio si scioglie per primo.

In primavera, prima che le piante riprendano la crescita vegetativa, tutti questi steli devono essere tagliati.

Le piante rustiche, ossia quelle che sopravvivono all’aperto anche nelle nostre latitudini, possono essere lasciate nel laghetto durante l’inverno. Al contrario, le piante tropicali devono essere protette o trasferite in ambienti riscaldati per evitare danni dal freddo.

Piante particolarmente fragili, come Gunnera manicata, Zantedeschia aethiopica e alcune specie di Canne, vanno protette dal gelo con paglia o foglie secche.

Le Lobelie, la Marsilea quadrifolia, la Peltandra virginica, la Pontederia cordata e il Saururus cernuus di solito resistono al gelo. Tuttavia, inverni particolarmente rigidi, con temperature basse protratte per diverse settimane, richiedono una protezione aggiuntiva, coprendole con foglie secche.

La Thalia dealbata e il Cyperus alternifolius possono svernare nel laghetto, a condizione che i loro vasi si trovino almeno a 20 cm sotto il livello dell’acqua. Se non è così, è necessario spostarli nella parte più profonda del laghetto quando le foglie sono completamente ingiallite. Questi vasi possono essere riportati in superficie alla fine di marzo.

Il Cyperus papyrus, invece, va ritirato in casa già alla fine di settembre per proteggerlo dal freddo.

 

PIANTE GALLEGGIANTI TROPICALI

Le piante galleggianti, come Pistia stratiotes e Salvinia natans, devono essere prelevate dal laghetto e conservate in un acquario o in una vaschetta per pesci rossi, posizionata davanti a una finestra in una stanza riscaldata. È importante ricordarsi di concimarle regolarmente, altrimenti rischiano di morire per “fame”.

Nel mese di aprile, queste piante possono essere reintrodotte nel laghetto, ma bisogna prestare attenzione ad acclimatarle lentamente alla luce solare. Questo è fondamentale per evitare che le foglie subiscano danni da bruciature, causate dalla mancanza di pigmenti protettivi contro i raggi ultravioletti.

 

PESCI

Verso la fine dell’estate, la biomassa della vasca tende a diminuire. È importante offrire un supplemento di cibo artificiale ai pesci, in modo che possano accumulare riserve di grasso, utili per superare il lungo digiuno invernale. La somministrazione del cibo deve essere sospesa quando la temperatura dell’acqua scende sotto i 10°C. A temperature più basse, infatti, il metabolismo dei pesci, essendo animali a sangue freddo, rallenta notevolmente, rendendo difficile la digestione del cibo ingerito.