Manutenzione del laghetto in Maggio e Giugno

 

Miriadi di piccole bolle d’aria salgono dalle piante ossigenanti, mentre sul fondo un esercito di lumache contribuisce a mantenere pulito lo specchio d’acqua. La velocità di crescita della vita acquatica è sorprendente e non conosce eguali.

Controllate lo sviluppo esuberante di molte piante, evitando una crescita disordinata e l’intreccio tra le specie. Tagliate, dove necessario, rizomi e radici.

Non esitate a completare, spostare o ringiovanire i vari gruppi di piante. Questo è il periodo ideale: le ferite causate da queste operazioni si cicatrizzeranno rapidamente.

Le piante galleggianti non rustiche, come la Salvinia natans, possono essere ora reintrodotte nel laghetto per arricchire la vegetazione.

 

MANUTENZIONE TECNICA

Pulite periodicamente il filtro di aspirazione della pompa dello stagno, soprattutto se utilizzate una pompa per fontane con un filtro a maglie fini.

Le pompe per ruscelli e cascate richiedono meno manutenzione, poiché permettono il passaggio di particelle di sporco più grandi, fino a 8 mm di diametro. Se possedete grandi filtri multicamera, è consigliabile pulirli almeno due volte durante la stagione.

I materiali filtranti iniziali in fibra, che svolgono un’azione meccanica trattenendo i detriti, possono essere lavati sotto acqua corrente. I materiali successivi in spugna, che svolgono un’azione biologica, vanno invece lavati con l’acqua dello stagno per preservare la flora batterica, essenziale per la decomposizione della sostanza organica.

 

SORVEGLIARE LE PIANTE

È utile monitorare regolarmente la vegetazione per individuare eventuali segni di malattie o la presenza di predatori. Intervenire tempestivamente può prevenire danni significativi alle piante.

Tra i parassiti più comuni troviamo gli afidi (Rhopalosiphon nymphaea), che si attaccano alle foglie più tenere e ai germogli dei fiori. Questi piccoli insetti, visibili come agglomerati neri, sono particolarmente presenti nei mesi caldi e umidi. Gli afidi succhiano la linfa delle foglie e dei fiori, indebolendoli e causando la morte dei tessuti.

Per contrastarli, è efficace dirigere un getto d’acqua deciso sulle foglie, facendo cadere gli afidi in acqua, dove verranno presto predati dai pesci.