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Cascina Gualina

Via Occimiano, 24

15030 Conzano (AL)

 

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Con l'arrivo dell'autunno è necessario eseguire una serie di operazioni utili a preparare il laghetto al lungo riposo invernale.

È assolutamente imperativo togliere le foglie degli alberi che cascano nel laghetto. Il loro accumulo esagerato darebbe origine a sacche di fermentazione con produzione di gas maleodoranti molto tossici per la sopravvivenza dei pesci. Inoltre, la decomposizione di questa sostanza organica darebbe origine ad un'enorme produzione di sali minerali che causerebbero una crescita esplosiva di alghe nella primavera successiva. Un accorgimento molto semplice è quello di disporre una rete sul laghetto. Questo espediente non è certo bello esteticamente, ma è l'unico possibile se non si vuole ogni giorno togliere le foglie manualmente, fino a quando gli alberi non si saranno completamente spogliati.

 

NINFEE RUSTICHE

Tutte le foglie delle ninfee ingiallite devono essere eliminate tagliando il gambo a 10cm sotto il livello dell’acqua. La divisione della pianta non dev’essere mai eseguita prima del riposo, ma solo al risveglio vegetativo di marzo o aprile (in base alla latitudine).

 

NINFEE TROPICALI

Le ninfee tropicali vanno estratte dai loro vasi, sciacquate eliminando tutta la terra per estrarre bulbi e bulbilli. Questi devono essere conservati nella sabbia umida in locali con temperature di 10°C. A fine aprile i bulbi possono essere svegliati dal letargo mettendoli nel laghetto, dentro un vaso, a soli cinque centimetri sotto il pelo dell'acqua.

 

PIANTE PALUSTRI E PER TERRENI UMIDI

Le foglie ormai gialle delle piante palustri che vivono sulle rive devono essere tagliate dieci centimetri sopra il livello dell'acqua. Possono essere lasciati i gambi e i ciuffi delle piante erbacee quali Scirpus, Typhe, Miscanthus, Phalaris, Juncus perché, anche se secchi, rimangono decorativi anche in inverno, trasformati dalla brina e dalla neve in figure bizzarre.
Inoltre i gambi che attraversano il ghiaccio, che si forma negli inverni molto rigidi, contribuiscono allo scambio dei gas, poiché è proprio in questo punto che il ghiaccio si scioglie prima.
In primavera, prima del risveglio vegetativo, tutto quanto deve essere tagliato.
Tutte le piante rustiche, in altre parole quelle che sopravvivono alle nostre latitudini fuori all'aperto, possono essere lasciate nel laghetto.
Tutte le piante di origine tropicale devono essere protette o portate in locali riscaldati.

Proteggete dal gelo le piante fragili quali Gunnera manicata, la Zantedeschia aethiopica e le varie specie di Canne coprendole con paglia o foglie secche.

Le Lobelie, la Marsilea quadrifolia, la Peltandra virginica, la Pontederia cordata e il Saururus cernuus sopportano, normalmente, il gelo, ma negli inverni molto rigidi caratterizzati dal perdurare delle basse temperature per varie settimane, devono essere protette coprendole con foglie.

La Thalia dealbata e il Cyperus alternifolius possono svernare nel laghetto, a patto che i loro vasi si trovino almeno a 20cm sotto il livello dell’acqua; qualora non fosse vanno spostati nella parte più profonda di esso, quando le foglie sono completamente ingiallite. Possono essere riportate in superficie alla fine del mese di marzo. Il Cyperus papirus, già alla fine di settembre, va portato in casa.

PIANTE GALLEGGIANTI TROPICALI

Le piante galleggianti, quali Pistia stratiotes e Salvinia natans, a fine settembre al nord o a fine ottobre al sud devono essere prelevate e conservate in un acquario o in una vaschetta per pesci rossi posta davanti a una finestra in una stanza riscaldata. Ricordiamoci di concimarle altrimenti possono morire di "fame". Nel mese di aprile possono essere portate nel laghetto avendo l'accortezza di acclimatarle lentamente alla luce solare per evitare bruciature alle foglie a causa della mancanza di pigmenti protettivi contro i raggi ultravioletti.

 

PESCI

Verso la fine dell'estate, la biomassa della vasca tende a diminuire. Offrite un supplemento di cibo artificiale ai pesci che hanno bisogno di aumentare le loro riserve sotto forma di grasso utile a superare il lungo digiuno invernale. Sospendete la somministrazione del cibo quando la temperatura dell’acqua raggiunge i 10° C. Il metabolismo dei pesci, animali a sangue freddo, sarebbe così rallentato da non riuscire a digerire l’eventuale cibo ingerito.

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