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Cascina Gualina

Via Occimiano, 24

15030 Conzano (AL)

 

Lun - Sab 8.30 - 18.00

Dom - 8.30 - 13.00

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La sonorità musicale di una cascata apporta un tocco supplementare ad un giardino acquatico, è piacevole alle orecchie e agli occhi; crea una sensazione di freschezza che fa subito pensare all'acqua. Oltre al fattore estetico il movimento dell'acqua è anche benefico per il laghetto, perché partecipa attivamente alla sua ossigenazione.

I gas liberati dalla decomposizione degli scarti, l'impoverimento del tenore in ossigeno, durante i periodi di forte caldo, costituiscono un pericolo potenziale per la fauna acquatica. Affinché questa ossigenazione sia realmente efficace, il sistema deve funzionare sette giorni su sette e 24 ore su 24 per tutto il periodo estivo.

L'ideale sarebbe poter approfittare della pendenza naturale di un giardino. Una cascata può essere realizzata tuttavia anche su un terreno piatto, a patto di innalzare una collinetta a lato della vasca. La pianificazione di questa fase è abbastanza delicata e numerosi problemi, nel realizzare giardini d'acqua, sorgono da una cascata mal concepita.

I neofiti saranno avvantaggiati nell'utilizzare elementi prefabbricati, più facili da installare e sicuramente impermeabili.

Che si utilizzi un declivio naturale o artificiale, la realizzazione di una cascata passa dall'esecuzione di parecchi livelli comunicanti. Tutti i materiali descritti per la costruzione di un laghetto possono essere utilizzati per realizzare un ruscello o una cascata, come il telo, il cemento, la vetroresina; tuttavia il telo in PVC si è dimostrato il materiale più duttile nell'adattarsi a tutte le fantasie del percorso.

Dopo aver tracciato la forma si inizia a scavare per una profondità di venti-trenta centimetri modellando la terra per formare dei gradini e dei piccoli laghettini; l'uso di una tavola orizzontale contribuirà a rinforzare l'estremità di ogni caduta.

Prima di posare il telo é utile coprire lo scavo con un geotessutodi feltro per proteggere il telo dalle asperità del terreno. Gli argini ed il letto della cascata sono rivestiti poi di rocce o di ciottoli, evitando i materiali calcarei. Mescolare ciottoli di differenti taglie permette di ottenere un risultato più naturale possibile. Qualora ci fossero delle rocce molto grosse sarebbe necessario interporre tra queste e il telo di PVC un'ulteriore protezione.

Le pozze d'acqua che compongono la cascata devono avere una leggera inclinazione. L'ultima deve avere una lastra di pietra che trabocca al disopra dalla vasca.

L'impermeabilità deve essere totale come quella del laghetto. Questa tecnica a scaletta permette di frenare la velocità di scorrimento e di ridurre così il rumore. Le alghe che non mancheranno di colonizzare la cascata attenueranno, col tempo, ulteriormente il mormorio.

L'alimentazione del corso d'acqua è assicurata da una pompa centrifuga. Oggigiorno queste pompe hanno raggiunto una tecnologia sempre più affidabile e sicura; in commercio si trovano numerosi modelli di varie ditte produttrici. L'acqua deve essere prelevata possibilmente nella parte più profonda del laghetto e attraverso un tubo di gomma, preventivamente interrato, portata all'inizio del ruscello o della cascata.

L'uscita deve essere la più naturale possibile come una vera fonte d'acqua. Utilizzando un tubo di un certo diametro (25 mm di diametro) si ha una buona portata d'acqua in uscita. La larghezza del corso di acqua è determinata dalla portata della pompa di risalita. Per ottenere un risultato visuale piacevole, bisogna prevedere 400 L/h di portata per ogni 2,5 centimetri di larghezza. Per esempio, una pompa di 5000 l/h dà una portata sufficiente per una cascata di 30 cm. di larghezza.

 

Aspetti tecnici 

Bisogna impedire all'acqua, lungo tutto il percorso, di intrufolarsi fuori del tracciato che è stato definito, per evitare che il campo sia inondato e che migliaia di litri siano persi. L'impermeabilità è dunque fondamentale. La zona più critica è la congiunzione tra la cascata e la vasca. Per evitare ogni rischio di fuga, è preferibile concepire l'insieme del progetto nella stessa fase e di utilizzare un unico pezzo di telo per la cascata e la vasca.

Nel caso contrario, il telo della cascata deve sormontare su quello della vasca. All'origine della cascata, il punto d'uscita dell'acqua deve essere studiato con cura, per avvicinarsi il più possibile alla forma di una sorgente naturale. L'acqua si scarica in una prima vasca di 20 - 50 litri, imitando uno stagno di captazione e circola in circuito chiuso tra la sorgente e la foce.

 

Il ruscello 

Su un terreno con una pendenza dolce è possibile pianificare un ruscello. Dopo aver tracciato il percorso si inizia a scavare un solco, sufficientemente largo e profondo affinché non sia intasato dalla caduta delle prime foglie in autunno. Si distribuisce un po' di sabbia per livellare le asperità, si posa il geotessuto e poi il telo. L'insieme viene camuffato con pietre piatte, ciottoli e piante. Per avere un aspetto naturale, il letto del ruscello deve serpeggiare e non essere rettilineo.

La dimensione del ruscello deve essere in armonia con le dimensioni del giardino. Per un aspetto più naturale, bisogna prevedere dei meandri. Una larghezza media di 50 cm permette di ottenere un risultato armonioso e funzionale. La lunghezza deve essere calcolata sulla base di 1.5 m per m3 di acqua della vasca. La profondità non sarà uniforme, ma presenterà delle variazioni intorno ad un valore medio di 25 cm. Alcune piante collocate lungo il corso qua e là permettono di giocare sulla larghezza del letto e la portata dell'acqua.

Chi possiede ambizione e grandi spazi, può realizzare due o più laghetti di varie dimensioni e profondità riuniti tra loro con ruscelli più o meno lunghi. All'altro estremo, chi possiede un piccolo giardino può godere degli effetti rilassanti di un dolce sciabordio utilizzando una piccola cascata di bambù. In questo caso, l'acqua riempie un tubo di bambù fissato su un asse che ribalta e scarica il suo contenuto nella vasca quando è pieno. Questo movimento quasi continuo è assicurato da una pompa.

Ponti e guadi

Sedersi sul bordo del laghetto o meglio ancora attraversarlo passando sull'acqua suscita un piacere ricco di romanticismo.

Un ponte unisce una riva all'altra e la sua dimensione deve essere proporzionata a quella del laghetto; inoltre deve integrarsi in modo discreto e armonioso senza dominare su tutto quello che lo circonda. Esso offre il vantaggio di un punto di osservazione unico: dall'alto è possibile scoprire la vita acquatica con un altro angolo visivo.

Il metodo più facile per costruire un piccolo ponte è quello di scegliere la zona, del laghetto o del ruscello, più stretta possibile e posarvi una grossa pietra piatta o una traversina della ferrovia; si consolida le due estremità con del cemento e il gioco è fatto.

Chi vuole cimentarsi in qualcosa di più impegnativo può costruire un vero ponte arcuato in legno, ma deve farsi consigliare da uno specialista o meglio ancora farlo costruire da un professionista. Evitate comunque costruzioni troppo sofisticate e troppo colorate; il rosso vivo si intona solo in ambientazioni veramente giapponesi.

Molto interessanti sono i camminamenti sull'acqua per attraversare lo stagno. Si utilizzano pietre piatte larghe almeno cinquanta centimetri e si lasciano affiorare solo di cinque centimetri. Per questa realizzazione è necessario avere un laghetto con un livello dell'acqua molto basso, se non fosse così queste lastre dovrebbero essere accatastate l'una sull'altra rischiando di vacillare e diventando poco sicure.

Zampilli d'acqua

Non potendo realizzare un corso d'acqua è possibile ossigenare il laghetto con l'aiuto di uno zampillo d'acqua. Questo accessorio permette anche di creare una corrente superficiale che riporta particelle galleggianti verso gli argini, facilitando la loro raccolta con un guadino. L'insieme funziona con l'aiuto di una semplice pompa immersa ed i suoi differenti accessori bastano ad animare il piano d'acqua.

Questi accessori devono essere tolti prima dell'inverno per evitare che siano danneggiati dal gelo. Usare una pompa con un filtro permette di evitare che impurità e alghe otturino l'uscita dei getti. I diversi modelli disponibili sul mercato permettono di variare i giochi: vulcano, schiuma, campana e spruzzo. Per evitare che l'acqua annaffi gli argini, bisogna installare il dispositivo ad una minima distanza dalla riva equivalente all'altezza dello zampillo.

Inoltre, va ricordato che le ninfee non amano essere spruzzate continuamente. La pellicola d’acqua, prodotta dagli schizzi degli zampilli sulle foglie, chiuderebbe gli stomi fogliari (microscopici pori presenti sulle parti aeree della pianta che consentono gli scambi gassosi tra la pianta e l’atmosfera) impedendo alla pianta di respirare e provocandone l’asfissia. Lo zampillo dovrà in questo caso debole o essere posto sufficientemente lontano.

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